TRAPIANTO RENALE DA VIVENTE IN CASO DI INCOMPATIBILITA' DI GRUPPO SANGUIGNO O PRESENZA DI ANTICORPI PRE-FORMATI

Fino a pochi anni fa l’incompatibilità di gruppo sanguigno tra il potenziale ricevente di rene e il potenziale donatore vivente rappresentava un ostacolo insormontabile nell’iter trapiantologico. Attualmente sono invece disponibili due strade che permettono di superare questo ostacolo.
Una è rappresentata dal programma nazionale di cross-trapianto, che consiste nell’incrociare i componenti delle potenziali coppie che aderiscono al programma (fig 1) in modo da assicurare ad ogni ricevente un rene da un donatore di gruppo sanguigno compatibile. Questa procedura può essere anche impiegata nelle situazioni in cui siano presenti nel ricevente anticorpi pre-formati contro il suo potenziale donatore vivente.



La seconda possibilità consiste nel trapianto ABO incompatibile, previa rimozione dal sangue del ricevente degli anticorpi diretti contro il gruppo sanguigno del donatore.
La procedura prevede l’utilizzo di colonne di uno speciale materiale capace di adsorbire selettivamente tali anticorpi nel corso di sedute di circolazione extracorporea, per molti aspetti simili a quelle dell’emodialisi, su apparecchiature dedicate oppure durante sedute di plasmaferesi tradizionale.
Quando il tasso anticorpale scende al di sotto di un determinato valore, il trapianto può essere eseguito con risultati al momento sovrapponibili a quelli di un trapianto standard.

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