IL RIGETTO

Rigetto acuto

Interessa circa il 15% dei trapianti e si concentra nei primi mesi post- trapianto. Nonostante la ricerca della miglior compatibilità fra donatore e ricevente e la terapia immunodepressiva, è possibile che non si riesca a controllare del tutto la naturale reazione del sistema immunitario contro un organo geneticamente differente, con aggressione di questo da parte dei linfociti del ricevente (rigetto interstiziale) o degli anticorpi da loro prodotti (rigetto umorale). Clinicamente può esserci un peggioramento della funzione renale associato o meno a riduzione della diuresi e febbricola. La diagnosi si basa sulla biopsia con prelievo di un piccolo frammento di tessuto renale, che permette di distinguere il tipo di rigetto e l’entità. Il trattamento consiste nel potenziamento della terapia immunodepressiva con infusione endovenosa di cortisone a dosi elevate per alcuni giorni e/o impiego di anticorpi poli o monoclonali e/o impiego di plasmaferesi. La prognosi è generalmente favorevole, soprattutto in caso di rigetto interstiziale, dove la risposta è in genere molto precoce; nel caso di rigetto umorale il trattamento può essere protratto e la risposta più tardiva, ma raramente ad oggi si arriva alla perdita dell’organo.

Rigetto cronico

Anche il rigetto cronico è espressione della naturale reazione del sistema immunitario contro un organo geneticamente differente, ma in questo caso avviene in modo meno apparente, più sfumato, si ritiene attraverso la produzione di anticorpi diretti contro antigeni di istocompatibilità del donatore. L’andamento clinico è molto variabile, con un decorso anche di decenni, e spesso si sovrappone a danni renali cronici da ipertensione o da farmaci nefrotossici, rendendo la diagnosi più difficile. Anche in questo caso la biopsia va effettuata. La terapia si basa su modifiche del regime di immunodepressione e talora su anticorpi monoclonali (ad esempio il rituximab) e/o la plasmaferesi, tuttavia non ancora confermati nella loro efficacia. La prognosi è per questo molto variabile e l’obiettivo della terapia è la stabilizzazione della funzione renale.

AREA TEMATICA

LA DONAZIONE DEGLI ORGANI

NEWS & EVENTI

AREA CLINICA